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Cosa fa un ASO? Chiedilo ad un ASO!

Cosa direste se vi chiedessero di descrivere l’attività dell’ASO? Trovereste sicuramente parole molto appropriate e lusinghiere. Noi invece preferiamo dire la verità a chi ci chiede informazioni nel tentativo di capire se il nostro lavoro può interessare o meno. Devono  sapere che  prevalentemente l’ASO corre!
Corre per fare sì che tutto sia pronto prima che arrivi il dottore prevedendo le sue azioni (ma anche i suoi pensieri!).
Corre perché i tempi di riordino, sanificazione  e allestimento si incastrino a perfezione nonostante il ritardo della signora che ha l’orologio con il fuso orario di Atene e l’imprevisto della seduta di conservativa che si trasforma improvvisamente in terapia canalare  (sempre quando potrebbe finire prima e riordinare con calma. Mai una gioia!).
Corre perché c’è sempre qualcuno che la reclama: il dottore, la collega, la segretaria, il portiere, il capo condomino, ecc.
Corre perché c’è sempre qualcosa da pulire, decontaminare e sterilizzare, archiviare, stoccare, timbrare, firmare.
Corre perché è sempre molto disponibile e premurosa;
Corre perché ha voglia di dimostrare quanto abbia a cuore il proprio lavoro ed i pazienti.
Corre anche dei rischi e molti ASO li corrono inconsapevolmente.
Viene da porsi una domanda: Corriamo tanto veloce da risultare invisibili?
Corriamo tanto veloce ma ci ritenete capaci di superare ogni volta un po’ di più il record precedente?
Ogni gesto viene mosso dall'ASO  con grande zelo e passione, con abnegazione e dignità  e se tutto questo viene eseguito puntualmente ogni giorno, come mai molti di noi sono spesso costretti ad accettare condizioni economiche davvero umilianti?  In questo momento più che mai gli ASO hanno compreso che accettare determinati compromessi intacca il proprio futuro. Ora più che mai il nostro lavoro è diventato faticoso e stressante. Avvolti in divise idrorepellenti che proteggono ma avvampano, da mascherine che filtrano ma tolgono il respiro, da caschetti che pesano e cingono il capo creando un fastidioso attrito; tutto questo viene indossato per diverse ore, senza potersi fermare un momento per prendere fiato, per alleviare il peso, per far rinfrescare il corpo. Non ci sono persone in fin di vita da salvare in una lotta contro il tempo! Non possiamo restare 8 ore senza poter prendere fiato! Non siamo in un pronto soccorso!
Non è più un lavoro: E' UN INCUBO.
Vogliamo uscirne presto, tutti insieme, ma fino a quel momento chiediamo di darci tregua, di darci il tempo di trovare sollievo anche se solo per pochi minuti tra un paziente e l’altro. 
Molti  ASO stanno pensando seriamente di cambiare lavoro perché tanto amato ma tanto sofferto. Forse, tra questi, ci saranno molte persone valide e le perderemo. 
Noi  vogliamo restare ma aiutateci a non mollare. 
Quando un ASO smette di correre è solo perché ha bisogno di vivere dignitosamente.

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